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Articolo scritto con Abril Gonzales Campos sul Fatto Alimentare:

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Le Linee guida brasiliane per una sana alimentazione del 2014 sono così evolute che sembrano arrivare dal futuro. Si rivolgono in prima persona al cittadino e sono ad un tempo manifesto politico e un modello che merita di fare scuola a livello mondiale. La grafica e il linguaggio sono immediati. Gli alimenti non sono classificati nei classici gruppi alimentari (cereali, frutta, verdura…), bensì in quattro categorie. Si spazia dai cibi non processati o minimamente processati ai cibi ultra-trasformati dall’industria alimentare che  vengono fortemente penalizzati.

Sebbene l’obiettivo delle Linee guida sia la promozione della salute e la prevenzione delle malattie in tutta la popolazione brasiliana, le raccomandazioni si estendono anche alle persone con malattie specifiche. Tuttavia, il ministero della Salute del paese sudamericano evidenzia e considera essenziale in questi casi il ruolo del nutrizionista/dietista per adattare le raccomandazioni alla situazione specifica a supporto del trattamento medico della malattia.

Le Linee guida brasiliane si possono riassumere in quattro raccomandazioni e una regola d’oro.

  1. Fai che i cibi non processati o minimamente trasformati siano la base della tua dieta. Questi alimenti, in grande varietà e prevalentemente di origine vegetale, sono la base di una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale, gustosa e culturalmente appropriata. Inoltre promuovono un sistema alimentare socialmente ed ecologicamente sostenibile.
  2. Usa grassi (oli vegetali), sale e zucchero in piccole quantità per cucinare e aromatizzare il cibo. Se aggiunti con moderazione in preparazioni culinarie a base di alimenti naturali o minimamente processati, grassi, sale e zucchero contribuiscono a rendere il cibo più gustoso, senza squilibri nutrizionali.
  3. Limita il consumo di prodotti processati a piccole quantità, oppure usali come ingredienti di piatti o alimenti a base di cibi naturali o minimamente processati. Gli ingredienti e i metodi utilizzati per prodotti ultra-trasformati – come preparazioni vegetali o di frutta, cereali, latte e derivati – alterano in maniera negativa la composizione nutrizionale degli alimenti da cui derivano.
  4. Evita i prodotti ultra-trasformati: a causa dei loro ingredienti, questi alimenti, come biscotti ripieni, snack confezionati, bibite zuccherate e primi piatti istantanei, sono sbilanciati dal punto di vista nutrizionale. La formulazione e presentazione tende a  favorire un consumo eccessivo e quindi ad assumerli in sostituzione di  alimenti naturali.

    La regola d’oro è di prediligere sempre alimenti e piatti naturali o minimamente lavorati a cibi ultra-trasformati. Frutta fresca e  bevande acqua e latte al posto di succhi di frutta, bibite zuccherate a base di latte e biscotti ripieni. Cibi preparati in casa (brodi, zuppe, insalate, salse, riso e fagioli, pasta, preparazioni a base di verdura e legumi, torte) rispetto a prodotti che non richiedono una preparazione (zuppe in  busta con additivi, spaghetti o noodles istantanei, piatti pronti surgelati da mangiare come la pizza o i primi piatti, panini, salumi e salsicce, maionese e salse industrializzate, miscele pronte per torte). Orientarsi sui dessert fatti in casa, alposto di quelli industriali.

    Un punto interessante delle Linee guida mette in guardia il consumatore da pubblicità e marketing di alimenti il cui obiettivo è vendere, non informare o educare le persone: “cerca di essere critico e di insegnare ai bambini ad essere critici verso tutte le forme di pubblicità e marketing di alimenti”.

    Si scoraggiano gli acquisti di prodotti elaborati dall’industria alimentare in maniera chiara e forte: “I cibi ultra-trasformati hanno una composizione nutrizionale squilibrata. Gli ingredienti principali li rendono ricchi di grassi o zuccheri e, spesso, di entrambi. È anche diffusa la presenza di  un alto contenuto di sodio a causa dell’aggiunta di grandi quantità di sale, necessario per prolungare la scadenza dei prodotti e intensificare il sapore o addirittura per coprire gli aromi indesiderati di additivi o sostanze generate dalle tecniche utilizzate durante la produzione o lavorazione”.

    Il documento elenca alcune strategie per ridurre i costi dell’alimentazione basata su cibi non processati o minimamente trasformati e come risolvere problemi di mancanza di tempo (un problema ormai a tutti noto). “Con una maggiore padronanza delle tecniche culinarie, sarai in grado di ridurre notevolmente i tempi di preparazione dei cibi. Sarai sorpreso di scoprire, ad esempio, che il tempo necessario per cucinare un delizioso piatto di pasta con salsa di pomodoro e condimenti naturali supera di soli cinque minuti quello necessario per scaldare l’acqua da aggiungere a un pacchetto di noodles istantanei carichi di grasso, sale e additivi.

    Le linee guida brasiliane in materia di politica della nutrizione sono un modello virtuoso. Comunicano in maniera chiara un messaggio che può essere compreso da tutti: “usa cibi semplici, cucinali se puoi e attenzione all’industria alimentare”. Affrontano il problema di una corretta alimentazione e dell’obesità direttamente alla radice (leggi articolo Perchè l’Italia ha i bambini più obesi d’Europa?)

    Ci auguriamo in un futuro non molto lontano di vedere le stesse raccomandazioni nelle nostre Linee guida dove invece i cibi ultra-trasformati dall’industria alimentare vengono spesso citati come esempio nelle tabelle di riferimento o nei menù predisposti.

    Antonio Pratesi e Abril Gonzalez Campos – Gli autori dichiarano di non aver conflitti di interesse.

    © Riproduzione riservata

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Qui sotto il link all’articolo originale sul Fatto Alimentare con i commenti dei lettori:

Cosa c’è da imparare dalle linee guida brasiliane. Messaggi chiari e semplici per affrontare l’obesità

About The Author

Medico Nutrizionista Clinico, Food Politics. Diet-debunker.

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