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E’ prudente avvisare sempre il medico che vi ha in cura che state assumendo dei “prodotti da erboristeria” perché come i farmaci possono avere degli effetti collaterali ed interagire con eventuali terapie che state assumendo.

Qui sotto trovate il testo pubblicato nel Fatto Alimentare:

La recente pubblicazione del ministero delle Salute sugli integratori ha giustamente sottolineato che non curano patologie e che possono avere degli effetti indesiderati. Ma dove si collocano i prodotti da erboristeria o fitoterapici (botanicals)? Sono anch’essi degli integratori o qualcosa di diverso? Già si è fatto cenno parlando di integratori al riso rosso fermentato (monacolina K) e alla curcuma, ma un concetto non emerge chiaramente dal decalogo del ministero della Salute: i fitoterapici sono una categoria diversa rispetto ai semplici mutivitaminici o multiminerali.

I farmaci contengono in genere un principio attivo (sostanza monomolecolare) in quantità misurata, che esercita una specifica funzione metabolica. Il fitoterapico (ad esempio l’iperico o il ginseng) invece contiene dei fitocomplessi (cioè diverse sostanze che possono avere un effetto sinergico). La botanica sta oramai entrando in una nuova fase della sua storia: grazie all’impiego di spettrofotometri di massa, HPLC e TLC è possibile determinare con precisione i principi attivi che sono presenti in diverse partite di ginseng, ginkgo biloba o aglio, per esempio.

I fitoterapici hanno una composizione diversa a seconda di come sono stati prodotti (tipo di pianta, diverso terreno di crescita, andamento della stagione, tempo di raccolta, preparazione…). Agiscono a livello farmacologico su diversi sistemi di detossificazione che gli esseri umani possiedono per metabolizzare le sostanze estranee all’organismo (i cosidetti xenobiotici). Uno di questi è il citocromo P450, in realtà una famiglia di citocromi, che a sua volta comprende numerose sottofamiglie. Quasi tutti i farmaci che noi assumiamo vengono metabolizzati da qualche sottoclasse del citocromo P450, ma lo stesso accade anche con i fitoterapici, che vanno quindi ad interferire con il metabolismo di diversi medicinali.

Alla base, c’è un problema culturale molto importante:

  1. I prodotti da erboristeria sono considerati alla pari degli integratori alimentari, mentre agiscono con meccanismi simili ai farmaci. Se vengono usati da persone competenti secondo le evidenze scientifiche sono dei farmaci a tutti gli effetti (medicina allopatica).

  2. Vengono assunti autonomamente dalle persone con l’idea che possano fare solo bene e che non abbiano alcun effetto collaterale.

  3. Anche se i medici chiedono esplicitamente ai pazienti se assumono integratori, i pazienti dimenticano di dire che assumono fitoterapici perché non li considerano neppure integratori. È necessario che i medici chiedano direttamente se oltre agli integratori assumono anche prodotti da erboristeria.

  4. La normativa per registrare un farmaco è molto complessa e onerosa, quindi le varie aziende preferiscono registrare i fitoterapici come integratori.

  5. I medici tedeschi studiano la botanica durante il corso universitario e prescrivono di routine fitoterapici ai loro pazienti. Alcuni fitoterapici sono anche rimborsati dal sistema sanitario tedesco.

  6. In Italia il corso di laurea in medicina non prevede più lo studio della botanica dagli anni ’30 del secolo scorso. I medici italiani, a meno che non seguano dei master post laurea in fitoterapia, non conoscono la materia. I farmacisti spesso sono molto più preparati.

Quindi attenzione: non assumete prodotti da erboristeria in maniera autonoma, ma fatevi sempre consigliare da farmacisti o persone competenti. Non sono semplici integratori, bensì prodotti che possono essere utili, ma anche tossici per fegato e reni, e possono interferire con il metabolismo di farmaci che già assumete. Quindi comunicate sempre al medico che vi ha in cura (medico di famiglia, cardiologo, oncologo…) se assumete fitoterapici. Sarà suo compito valutare con l’ausilio di programmi adeguati se il prodotto che state assumendo può essere tossico e/o interagire con i farmaci che assumete.

L’autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi

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Qui sotto trovate il link all’articolo originale con i commenti dei lettori:

Attenzione ai fitoterapici, non sono semplici integratori! Tutto quello che c’è da sapere sui “botanicals” per non correre rischi

 

Image source: Flickr

Conosciamo da Vicino la Curcuma ed impariamo a Coltivarla“Conosciamo da Vicino la Curcuma ed impariamo a Coltivarla” by gastronomiaslow is licensed under CC BY 2.0

About The Author

Medico Nutrizionista Clinico, Food Politics. Diet-debunker.

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