{"id":684,"date":"2017-10-03T15:09:41","date_gmt":"2017-10-03T13:09:41","guid":{"rendered":"http:\/\/dietaesalute.it\/en\/nutrition-foundation-of-italy\/"},"modified":"2022-07-17T15:52:44","modified_gmt":"2022-07-17T13:52:44","slug":"nutrition-foundation-of-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dietaesalute.it\/en\/nutrition-foundation-of-italy\/","title":{"rendered":"Nutrition Foundation of Italy"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Nutrition Foundation of Italy (NFI): fondazione scientifica o lobby finanziata dalle aziende alimentari?<\/p>\n<p>Promuovere la salute nella popolazione generale significa dare informazioni corrette. I conflitti di interesse minano una informazione oggettiva e veritiera favoriscono obesit\u00e0, diabete e altre gravi malattie. Le aziende che vendono cibo o bevande dovrebbero rimanere fuori dal contesto scientifico. Gli &#8220;scienziati&#8221; o &#8220;opinion leader&#8221; dovrebbero essere obbligati per legge a rivelare se hanno ricevuto soldi o altri benefici non solo da industrie portatrici di interesse in ambito sanitario ma anche da industrie alimentari (bevande e cibo).<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare dalla storia e non dimenticare. Un tempo l&#8217;industria del tabacco per confondere le acque in ambito scientifico e continuare a vendere le sigarette aveva creato il <a href=\"https:\/\/www.sourcewatch.org\/index.php\/Council_for_Tobacco_Research\">Council for Research Group<\/a>, l&#8217;industria dello zucchero a sua volta ha influenzato il <a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosmedicine\/article?id=10.1371\/journal.pmed.1001798\">National Institute of Dental Research<\/a> per sviare gli studi sulla relazione tra zucchero bianco e carie. Per oltre 50 anni hanno annacquato, distorto e manipolato la verit\u00e0 causando sofferenza e morte.<\/p>\n<p>La Nutrition Foundation of Italy (come la British Nutrition Foundation o altre fondazioni di nutrizione europee finanziate dall&#8217;industria alimentare) promuovono gli interessi non di un solo prodotto\/industria ma di diverse industrie alimentari nazionali e internazionali. Bevande alcoliche,\u00a0&#8220;soft drinks&#8221; (bevande gasate zuccherate), industria dolciaria, industria lattiero-casearia, industria della carne&#8230;ecc ecc.<\/p>\n<p>Le riviste scientifiche che pubblicano gli articoli promossi da queste fondazioni scientifiche (Nutrition Foundations) dovrebbero obbligare a dichiarare (negli articoli stessi) i conflitti di interesse di tutti gli autori. Purtroppo questo non sempre avviene.<\/p>\n<p>La scienza deve essere indipendente da interessi economici. Quando\u00a0\u00e8 sovvenzionata dall&#8217;industria diventa pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>By permission del Fatto Alimentare \u00a9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"name post-title entry-title\"><span style=\"color: #0000ff;\">Nutrition Foundation of Italy: fondazione scientifica o lobby finanziata dalle aziende? Dubbi su certe posizioni a proposito di alcol, zucchero e olio di palma. La replica di NFI<\/span><\/p>\n<div id=\"beacon_7e369cb538\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ad.ilfattoalimentare.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=33&amp;loc=https%3A%2F%2Filfattoalimentare.it%2Fnfi-sponsor-lista.html&amp;referer=https%3A%2F%2Fdietaesalute.it%2F&amp;cb=7e369cb538\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<div id=\"beacon_72bfd46bdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ad.ilfattoalimentare.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=41&amp;loc=https%3A%2F%2Filfattoalimentare.it%2Fnfi-sponsor-lista.html&amp;referer=https%3A%2F%2Fdietaesalute.it%2F&amp;cb=72bfd46bdf\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<p class=\"separatore-sotto-ad\">\n<p id=\"posizione-galleria\">\n<div class=\"entry\">\n<p id=\"attachment_52390\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-52390\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[100306] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52390\" src=\"https:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small.jpg 851w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small-300x198.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small-82x55.jpg 82w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/giornalista-Sostieni-Il-Fatto-Alimentare-iStock_000045345644_Small-310x205.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a>La mission di NFI \u00e8 di dare un contributo alla corretta informazione alimentare<\/p>\n<p><strong>Nutrition Foundation of Italy<\/strong>\u00a0(NFI) \u00e8 un\u2019organizzazione italiana no profit che fa da\u00a0<em>trait d\u2019union<\/em>\u00a0tra<i>\u00a0\u201cgli organi governativi, l\u2019universit\u00e0 e l\u2019industria per contribuire allo sviluppo della ricerca scientifica, allo scambio di informazioni nel campo dell\u2019alimentazione ed alla promozione di ricerche interdisciplinari\u201d<\/i>\u2026\u00a0La\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.nutrition-foundation.it\/mission-1.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">mission<\/a><\/em>\u00a0di NFI prevede un contributo\u00a0<em>\u201calla corretta informazione ed educazione alimentare dei consumatori, degli opinion-makers (es. media) e dei ricercatori\/operatori in campo nutrizionale e sanitario\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Per questo motivo spesso i lavori e le opinioni di NFI vengono ripresi dai quotidiani nazionali e accreditate come una fonte autorevole. La fondazione in 40 anni di attivit\u00e0 ha prodotto diverse monografie, studi scientifici e ha organizzato interessanti convegni come quello di Stresa nel 2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nutrition-foundation.it\/doc_266553dc-16de-4235-a942-df663a94d516.axd\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">sull\u2019indice\/carico glucidico,<\/a>\u00a0che ha visto la partecipazione di importanti esperti mondiali tra cui D. Jenkins e W. Willet. Questa per\u00f2 \u00e8 solo una parte dell\u2019attivit\u00e0, il lato meno conosciuto ma altrettanto importante non viene mai raccontato.<\/p>\n<p><strong>In tutti i paesi al mondo<\/strong>\u00a0il passaggio da un\u2019alimentazione tradizionale a base di cibi semplici per lo pi\u00f9 di origine vegetale a una ricca di prodotti preconfezionati e raffinati \u00e8 associato a\u00a0un incremento di malattie come obesit\u00e0, diabete, carie oltre e problemi cardiovascolari. Ad\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nature.com\/ijo\/journal\/v31\/n1\/full\/0803354a.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">esempio in Cina<\/a>\u00a0nel giro di pochi anni con il cambiamento dell\u2019alimentazione vi \u00e8 stata una esplosione dei casi di obesit\u00e0 e diabete.\u00a0<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosmedicine\/article?id=10.1371\/journal.pmed.1001235\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">L\u2019industria alimentare<\/a>\u00a0gioca un ruolo cruciale in questa transizione per la pressante proposta di alimenti ad alta densit\u00e0 energetica e molto attraenti, ricchi di zuccheri, grassi e sale.<\/p>\n<p id=\"attachment_31138\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-31138\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[100306] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31138\" src=\"https:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056.jpg 505w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056-300x201.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056-81x55.jpg 81w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/obesita-sovrappeso-hamburger-junk-food-106541056-310x208.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"336\" \/><\/a>Le autorit\u00e0 sanitarie di tutti i paesi dovrebbero informare su cosa \u00e8 bene mangiare per prevenire obesit\u00e0 e diabete<\/p>\n<p><strong>Vista la correlazione<\/strong>\u00a0tra penetrazione di questi prodotti e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/services\/aop-cambridge-core\/content\/view\/BABE160509F8052DF1C56B6C35932298\/S1368980012002881a.pdf\/nutritional-determinants-of-worldwide-diabetes-an-econometric-study-of-food-markets-and-diabetes-prevalence-in-173-countries.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">crescita dell\u2019obesit\u00e0 e del diabete<\/a>\u00a0nei paesi sviluppati,\u00a0le autorit\u00e0 sanitarie, in virt\u00f9 del principio di precauzione dovrebbero informare i cittadini su cosa sia meglio bere o mangiare per preservare la salute e limitare queste malattie. Basterebbe consigliare di bere acqua al posto di bevande zuccherate, succhi di frutta e vino per contrastare in modo efficace molte delle malattie legate alla nutrizione. Purtroppo le campagne istituzionali di educazione alimentare sono poco diffuse, e la presenza continua di esperti e nutrizionisti in TV, alla radio a fianco di articoli su riviste o libri non aiuta molto. I consumatori vengono inondati ogni giorno da una pletora di informazioni che confondono le idee e rendono spesso inefficaci i messaggi pi\u00f9 semplici. Ad esempio se il messaggio chiaro e semplice \u201cAttenti alle bevande zuccherate\u201d, viene affiancato da altri messaggi del tipo \u201cAttenzione ai carboidrati\u201d, \u201cAttenzione al latte e latticini\u2026 alla carne, al glutine, alle merendine \u2026\u201d il messaggio iniziale che invita a \u201cbere solo acqua\u201d si perde diluito in una marea di slogan che disorientano e distraggono. Si viene a creare una situazione in cui le persone perdono i punti di riferimento (troppe informazioni = nessuna informazione) e l\u2019industria alimentare pu\u00f2 continuare indisturbata a proporre cibi sempre pi\u00f9 irresistibili con\u00a0un marketing aggressivo (1).<\/p>\n<p><strong>Dopo questa premessa<\/strong>, per capire\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Food-Politics-Influences-Nutrition-California\/dp\/0520275969\/ref=asap_bc?ie=UTF8\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">la politica alimentare di una nazione\u00a0<\/a>bisogna focalizzare l\u2019attenzione sul ruolo che hanno nutrizionisti ed esperti che fanno parte di istituzioni ministeriali, come il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare alle dirette dipendenze del Ministero della salute, oppure di istituzioni pubbliche come il Crea \u2013 Alimenti e Nutrizione\u00a0alle dirette dipendenze del Ministero delle politiche agricole. In questi ambiti si definiscono le campagne da portare avanti a livello nazionale. \u00c8 quindi lecito ipotizzare che la presenza di esperti e nutrizionisti con evidenti conflitti di interesse in quanto collaboratori di aziende alimentari, possa condizionare l\u2019impostazione e le decisioni strategiche, per esempio su questioni come l\u2019olio di palma o lo zucchero. A volte la scelta \u201cpolitica\u201d pu\u00f2 essere anche quella di non parlarne e quindi di non porre il problema, come \u00e8 stato fatto su questi due argomenti. Un altro modo per portare avanti interessi aziendali camuffati da pareri scientifici \u00e8 quello di finanziare direttamente o indirettamente fondazioni non profit, societ\u00e0 scientifiche, progetti di ricerca, professori e\u00a0<em>opinion-leader<\/em>\u00a0che operano nel campo della nutrizione e dietetica tenendo il pi\u00f9 possibile nascosto lo sponsor.<\/p>\n<p id=\"attachment_41571\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-41571\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[100306] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41571\" src=\"https:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019.jpg 509w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019-300x198.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019-83x55.jpg 83w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/453104019-310x205.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a>L\u2019industria dello zucchero ha usato la stessa strategia di quella del tabacco per nascondere gli effetti negativi dei prodotti<\/p>\n<p><strong>Il modello scelto<\/strong>\u00a0negli Stati Uniti e in altri paesi europei da una parte dell\u2019industria alimentare\u00a0per promuovere e mantenere il consumo di alimenti ricchi di zuccheri, sale e grassi (<em>junk food<\/em>), \u00e8 simile a quello<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/storia-segreta-della-guerra-cancro\/dp\/8875781125\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">\u00a0dell\u2019industria del tabacco<\/a>, che ha manipolato l\u2019opinione pubblica e la comunit\u00e0 scientifica per oltre 50 anni negando la nocivit\u00e0 del fumo. L\u2019industria dello zucchero bianco ha pagato\u00a0<a href=\"http:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamainternalmedicine\/article-abstract\/2548255\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">3 scienziati di Harvard<\/a>\u00a0negli anni \u201960 per una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nejm.org\/doi\/full\/10.1056\/NEJM196708032770505\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">pubblicazione<\/a>\u00a0su un\u2019importante rivista medica che scagiona la polverina bianca come causa di malattie cardiovascolari e ha condizionato la ricerca (<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosmedicine\/article?id=10.1371\/journal.pmed.1001798\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">del National Institute of Dental Research<\/a>) per distrarre l\u2019attenzione dallo zucchero come principale causa di carie. L\u2019operazione \u00e8 riuscita talmente bene che a distanza di circa 50 anni medici e nutrizionisti dimenticano di dire che il modo pi\u00f9 semplice per prevenire la carie nei bambini \u00e8 ridurre il consumo di caramelle, dolci,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/merendine-calorie-zuccheri.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">merendine,<\/a>\u00a0soft drink, soprattutto<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/24308392\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">\u00a0fuori pasto.<\/a><\/p>\n<p>In Italia la situazione \u00e8 confusa, perch\u00e9 il conflitto di interessi \u00e8 molto diffuso nell\u2019ambito alimentare ma nessuno ne parla volentieri e si tende a nasconderlo il pi\u00f9 possibile.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/coca-cola-finanziamenti-ricerca.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un anno fa Coca-Cola\u00a0<\/a>ha diffuso i nomi delle societ\u00e0 scientifiche, di nutrizionisti e professionisti che hanno ricevuto donazioni negli ultimi anni.\u00a0<em>Il Fatto Alimentare<\/em>\u00a0ne\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/coca-cola-finanziamenti-ricerca.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ha pubblicato l\u2019elenco<\/a>. Nella lista mancavano per\u00f2 i nomi di persone che pur avendo ricevuto elargizioni non hanno autorizzato la diffusione del loro nome. Nella lista potrebbero esserci\u00a0nutrizionisti e\/o professori universitari, anche famosi,\u00a0che fanno divulgazione oppure sono consulenti di commissioni governative e grandi aziende del settore dolciario. Si tratta di personaggi che pur avendo ricevuto soldi dalla Coca-Cola non dichiarano il conflitto d\u2019interesse.<\/p>\n<p><strong>Una delle fondazioni<\/strong>\u00a0che ha ricevuto dalla Coca-Cola 30\u00a0mila euro\u00a0per sei anni (oltre 180\u00a0mila euro) \u00e8 la Nutrition Foundation of Italy (NFI) analoga dell\u2019inglese\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nutrition.org.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">British Nutrition Foundation<\/a>\u00a0(BNF). La differenza tra la fondazione inglese \u00e8 quella italiana \u00e8 che la prima da diversi anni pubblica nel sito i nomi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nutrition.org.uk\/aboutbnf\/supporters\/memberorganisations.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">delle industrie\u00a0finanziatrici<\/a>, mentre la seconda non riporta la lista degli sponsor, come faceva diversi anni fa. Ringraziamo il presidente di NFI Andrea Poli che ci ha comunicato l\u2019elenco delle 17 industrie sostenitrici. Ogni impresa versa circa 30 mila euro, per un totale annuo che si avvicina a 450-500 mila euro. La lista comprende: Barilla, Beneo, Big del gruppo Lactalis Italia, Bolton Alimentari, Branca Distillerie, Davide Campari, Coca-Cola, Danone, Soremartec del gruppo Ferrero, Citterio, Granarolo, Heineken, Indena, Mondelez Italia Services, Montenegro, Nestl\u00e9 Italia, Parmalat. Nella lista (e anche nel budget annuale) mancano le aziende che pagano NFI per l\u2019attivit\u00e0 di consulenza o per ricerche specifiche o documenti di consenso o position paper su argomenti che interessano. Considerando anche questo aspetto \u00e8 lecito ipotizzare un fatturato complessivo annuale superiore ai 500 mila euro (* al riguardo leggere nota di\u00a0 replica di NFI).<\/p>\n<p id=\"attachment_39042\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-39042\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[100306] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-39042\" src=\"https:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816.jpg 507w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816-82x55.jpg 82w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/birra-bere-donna-alcolici-178499816-310x206.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/a>NFI \u00e8 stata criticata da esperti per le sue posizioni controverse in merito al consumo di bevande alcoliche<\/p>\n<p><strong>Un particolare<\/strong>\u00a0che colpisce sfogliando il sito di NFI \u00e8 il gran numero di studi citati a favore dell\u2019uso di bevande alcoliche. Nel 2013 NFI ha pubblicato un\u00a0<a href=\"https:\/\/iris.unipa.it\/retrieve\/handle\/10447\/94503\/120029\/PDF%20art%2037.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">documento di consenso<\/a>\u00a0che concludeva con una frase ambigua :\u201c<em>Moderation in drinking and development of an associate lifestyle culture should be fostered<\/em>\u201d (La moderazione nel bere e lo sviluppo di una cultura associata a questo stile di vita dovrebbero essere promossi). Questa frase \u00e8 stata interpretata come un invito ad un moderato consumo di alcol e per questo criticata da un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nmcd-journal.com\/article\/S0939-4753(13)00239-1\/fulltext\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">gruppo di esperti<\/a>\u00a0sui problemi correlati all\u2019alcol. In una pubblicazione pi\u00f9 recente (<a href=\"http:\/\/www.bio-conferences.org\/articles\/bioconf\/pdf\/2015\/02\/bioconf_oiv2015_04001.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">De Poli e Visioli<\/a>) si afferma che non ci sono evidenze per consigliare una completa astinenza da bevande alcoliche in bevitori moderati, che la tassazione di bevande alcoliche non sembra una soluzione efficace (2) e infine \u201c<em>it appears convenient to educate consumers and health professionals on the appropriate use of alcoholic beverages, within the framework of a healthy lifestyle<\/em>\u201d (Sembra conveniente educare i consumatori e gli operatori sanitari sull\u2019uso appropriato delle bevande alcoliche, all\u2019interno di uno stile di vita sano)\u00a0(3). Forse non \u00e8 sbagliato pensare che queste posizioni siano \u201cinfluenzate\u201d dalla presenza tra i soci finanziatori di NFI di quattro grandi aziende produttrici di bevande alcoliche.<\/p>\n<p><strong>NFI ha pubblicato pochi mesi fa una documento<\/strong>\u00a0sul problema dell\u2019olio di palma utilizzato fino a due anni fa da aziende importanti come Ferrero, Barilla, Nestl\u00e9, Mondelez\u2026 Nella sostanza si dice che l\u2019olio tropicale ha un rischio simile a quello di altri grassi saturi vegetali (ad esempio il burro), che il consumo in Italia \u00e8 contenuto e quindi non rappresenta un problema prioritario nell\u2019ambito della nutrizione (4). Per quanto riguarda l\u2019impatto ambientale (deforestazione) e il rischio tossicologico legato alla formazione di sostanze\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/olio-di-palma-sostanze-cancerogene.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cancerogene<\/a>\u00a0durante il processo di lavorazione, si \u00e8 scelto di non parlarne. Forse non \u00e8 sbagliato pensare che queste posizioni siano \u201cinfluenzate\u201d dalla presenza tra i soci finanziatori di NFI di grandi aziende come Barilla (Mulino Bianco), Ferrero (Nutella e Kinder), Nestl\u00e9 e altri marchi, molti dei quali usavano fino a un anno fa olio di palma nei loro prodotti.<\/p>\n<p id=\"attachment_52795\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-52795\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[100306] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52795\" src=\"https:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small.jpg 849w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small-300x199.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small-82x55.jpg 82w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/iStock_000046699184_Small-310x206.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/a>NFI non fa mai menzione del ruolo del consumo di zuccheri semplici nello sviluppo della carie dentaria<\/p>\n<p><strong>Un altro punto critico<\/strong>\u00a0nel sito NFI \u00e8 l\u2019argomento \u201czucchero o zuccheri semplici aggiunti\u201d.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.euro.who.int\/__data\/assets\/pdf_file\/0003\/294474\/European-Food-Nutrition-Action-Plan-20152020-en.pdf?ua=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">L\u2019OMS<\/a>, negli ultimi anni, basandosi sulla letteratura scientifica punta sempre di pi\u00f9 il dito contro gli zuccheri aggiunti nella dieta, sia per contrastare il sovrappeso\/obesit\u00e0, sia per prevenire la carie dentaria (5). NFI ha raccolto nel sito diverse pubblicazioni che tendono a minimizzare il ruolo degli zuccheri semplici (aggiunti nella dieta) sulla salute. La stessa NFI ha condotto uno\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nutrition-foundation.it\/Studio-LIZ--Liquidi-e-Zuccheri-nella-popolazione-italiana--ecco-i-risultati.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">studio<\/a>\u00a0(finanziato dalla Coca-Cola) che evidenzia come negli adulti italiani il consumo di zuccheri semplici \u00e8 nel complesso contenuto, e non influenza il peso. Il presidente della NFI nel 2014 ha pubblicato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zgrihk_ljhQ&amp;t=612s\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">un\u2019intervista<\/a>\u00a0ad un professore anglosassone dove si afferma la non esistenza di una relazione diretta tra zucchero o fruttosio e obesit\u00e0. Quanto al problema del rapporto zucchero\/i e carie: il sito praticamente non ne fa menzione. Forse non \u00e8 sbagliato pensare che queste posizioni siano da collegare alla\u00a0 presenza tra i soci finanziatori di NFI marchi colossi alimentari come Barilla (Mulino Bianco), Ferrero (Nutella e Kinder), Nestl\u00e9 e altre aziende che usano molti zuccheri nei loro prodotti.<\/p>\n<p><strong>I contributi alla NFI da parte delle aziende\u00a0<\/strong>vengono definiti \u201cincondizionati\u201d, si tratta di una formula standard, per indicare che gli oltre 500 mila euro l\u2019anno ricevuti dai finanziatori non condizionano l\u2019attivit\u00e0 e le pubblicazioni. Ma l\u2019unico modo per essere indipendenti \u00e8 di rifiutare finanziamenti da chi vende prodotti non salutari, ed essere disposti a dichiarare pubblicamente i conflitti di interesse (cosa che i nutrizionisti in genere in Italia non fanno). Oltre a ci\u00f2 bisogna aggiungere che quando NFI viene intervistata su tematiche alimentari, non viene mai indicato l\u2019evidente conflitto di interessi. La fondazione \u00e8 considerata da molti giornalisti e anche dai lettori una fonte scientifica autorevole e indipendente.<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo sempre ricordare<\/strong>\u00a0che\u00a0<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosmedicine\/article?id=10.1371\/journal.pmed.1001235\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">l\u2019industria alimentare<\/a>\u00a0con la promozione di alimenti ricchi di zuccheri, grassi, sale e alcol \u00e8 una delle cause pi\u00f9 importanti dell\u2019incremento di malattie come l\u2019obesit\u00e0, il diabete, la carie dentaria e l\u2019abuso di alcol\u2026\u00a0Chi riceve soldi dall\u2019industria alimentare \u00e8 bene sia allontanato da commissioni governative che redigono linee guida, ma per far questo bisogna anzitutto obbligare a rivelare sempre i conflitti di interesse anche quando si rilasciano semplici interviste alla TV, radio o nel pi\u00f9 piccolo giornale locale.<\/p>\n<p>L\u2019autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>James W.P.T.: (quando entriamo in un supermercato) solo un 5% delle nostre scelte sono prese\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IaCPaTeWXJg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">con cognizione di causa<\/a>.<\/li>\n<li>Gli addetti ai lavori che conoscono il problema alcol (medici, psicologi che operano nei SerAT) ci insegnano che assumere sostanze alcoliche anche moderatamente \u00e8 comunque un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/vino-alcol-benefici-uk.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comportamento a rischio<\/a>. Quindi \u00e8 corretto da parte di tutti i medici informati avvertire i bevitori moderati di questo rischio e suggerire un\u2019opzione pi\u00f9 sicura:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/alcol-nutrizionisti-giornalisti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bere acqua<\/a>.<\/li>\n<li>In realt\u00e0 alcuni studi indicano che la<a href=\"https:\/\/pubs.niaaa.nih.gov\/publications\/arh342\/236-245.htm\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">\u00a0tassazione delle bevande alcoliche<\/a>\u00a0riduce il consumo sia nella popolazione generale che in alcuni gruppi ad alto rischio.<\/li>\n<li>Numerosi articoli sul\u00a0<em>Fatto Alimentare<\/em>\u00a0hanno messo in luce alcune criticit\u00e0 dell\u2019uso di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoalimentare.it\/grassi-saturi-bambini-olio-di-palma.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">olio di palma soprattutto nei bambini<\/a>.<\/li>\n<li>Ancor oggi anche nei paesi industrializzati nonostante si adottino le migliori misure preventive per contrastare la carie dentaria (acque addizionate di fluoro, dentifrici al fluoro\u2026) pi\u00f9 sono gli\u00a0<a href=\"http:\/\/ama.ba\/index.php\/ama\/article\/view\/183\/pdf_17\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">zuccheri semplici aggiunti\/distribuiti<\/a>\u00a0nella dieta e maggiore \u00e8 l\u2019<a href=\"http:\/\/www.who.int\/oral_health\/media\/en\/orh_report03_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">incidenza di carie<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riceviamo e pubblichiamo questa nota da parte di NFI<\/p>\n<p>Abbiamo preso visione dell\u2019articolo di Antonio Pratesi relativo a NFI, pubblicato il 18 maggio e desideriamo precisare che:<br \/>\n\u2013 Le nostre pubblicazioni spaziano in un ambito molto pi\u00f9 ampio di quello messo in evidenza. Alleghiamo la lista aggiornata, relativa agli ultimi anni.<br \/>\n\u2013 Si tratta per la maggior parte di documenti di Consenso o di Position Papers, firmati da un elevato numero di autori, in parte in rappresentanza di primarie Societ\u00e0 Scientifiche nazionali. NFI ne coordina il lavoro e condivide con tutti gli autori, secondo un processo rigorosamente scientifico, la stesura e la revisione dei contenuti. Tutti coloro che sottoscrivono il manoscritto e figurano come autori della pubblicazione approvano la versione finale del documento prima che sia inviato ad una rivista scientifica internazionale per la possibile pubblicazione. L\u2019invio del documento \u00e8 quindi subordinato all\u2019approvazione di tutti gli autori.<br \/>\n\u2013 I documenti pubblicati da NFI sono supportati da una solida e ricchissima letteratura scientifica:\u00a0 in genere pi\u00f9 100 voci citate, tratte da riviste\u00a0 internazionali con elevato impact factor.<br \/>\n\u2013 Tutti i documenti coordinati da NFI sono stati pubblicati su riviste internazionali con peer review. Ci\u00f2 significa che hanno superato il vaglio di referee indipendenti che hanno valutato favorevolmente il valore scientifico dei manoscritti loro sottoposti in forma anonima.<br \/>\n\u2013 L\u2019eventuale supporto di uno sponsor \u00e8 sempre incondizionato (l\u2019unica modalit\u00e0 considerata accettabile da NFI) ed \u00e8 esplicitato in modo trasparente e completo nel testo dell\u2019articolo.<br \/>\n<strong>(*)<\/strong>\u00a0Per quanto riguarda la quota annuale di associazione a NFI, l\u2019importo non \u00e8 pari a 30.000 \u20ac, come da voi indicato, ma a poco pi\u00f9 della met\u00e0 di tale somma (17.000 \u20ac), come \u00e8 facilmente deducibile sulla base dei dati gi\u00e0 in vostro possesso, resi pubblici sul sito di uno degli associati. Le stime del bilancio di NFI complessivo da voi pubblicate sono perci\u00f2 completamente\u00a0 errate. In ogni caso, NFI \u00e8 un\u2019associazione privata e pertanto il bilancio non \u00e8 pubblico.<br \/>\nAndrea Poli, presidente \u2013 Nutrition Foundation of Italy \u2013 29 maggio 2017<\/p>\n<p><strong>Alcune osservazioni a questa nota<\/strong><br \/>\nLa NFI- scrive il presidente Poli \u2013 \u00e8 un\u2019associazione privata che riceve 289 mila euro ogni anno da 17 industrie che operano nel campo dell\u2019alimentazione. Ci chiediamo perch\u00e9 questa precisazione non sia stata fatta nella prima lettera giunta in redazione, e perch\u00e9 Poli continui a non\u00a0 indicare il bilancio annuale, vista l\u2019impostazione e il rigore scientifico che caratterizzano NFI.<br \/>\nA questa somma, bisogna aggiungere altri versamenti per studi o consulenze come quelle di Coca-Cola che ha donato 80 mila euro nell\u2019arco di 6 anni (oltre alla quota associativa). Se Coca-Cola non avesse reso pubbliche le donazioni probabilmente non avremmo saputo nulla di questi finanziamenti.<br \/>\nPoich\u00e9 NFI si fa promotrice di documenti di consenso, che condizionano l\u2019operato della classe medica e quindi la salute della popolazione, \u00e8 bene si conosca l\u2019eventuale conflitto di interessi di una fondazione che opera nel campo dell\u2019alimentazione e della salute.<br \/>\nLa credibilit\u00e0 di una persona o di una istituzione si fonda certamente sulla competenza, ma anche sulla trasparenza nell\u2019indicare i conflitti di interessi e sull\u2019indipendenza economica da gruppi direttamente interessati.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"MbbORGF27k\"><p><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/nfi-sponsor-lista.html\">Nutrition Foundation of Italy: fondazione scientifica o lobby finanziata dalle aziende? Dubbi su certe posizioni a proposito di alcol, zucchero e olio di palma. La replica di NFI<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Nutrition Foundation of Italy: fondazione scientifica o lobby finanziata dalle aziende? Dubbi su certe posizioni a proposito di alcol, zucchero e olio di palma. La replica di NFI&#8221; &#8212; Il Fatto Alimentare\" src=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/nfi-sponsor-lista.html\/embed#?secret=MbbORGF27k\" data-secret=\"MbbORGF27k\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La Nutrition Foundation of Italy (NFI): fondazione scientifica o lobby finanziata dalle aziende alimentari? Promuovere la salute nella popolazione generale significa dare informazioni corrette. I conflitti di interesse minano una informazione oggettiva e veritiera favoriscono obesit\u00e0, diabete e altre gravi malattie. Le aziende che vendono cibo o bevande dovrebbero rimanere fuori dal contesto scientifico. 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