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La nutrizione purtroppo è una materia di serie B in cui ciarlatani e/o professionisti si improvvisano e creano danni tra la popolazione generale. In attesa che lo Stato italiano intervenga con una normativa chiara e univoca … ecco qualche suggerimento…

articolo pubblicato con Abril Gonzales Campos sul Fatto Alimentare:

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In Italia purtroppo la parola “nutrizionista” non ha alcun valore legale per cui qualunque individuo inesperto in materia può dichiarare di essere un nutrizionista e minare la salute delle persone indisturbato. Con questo articolo vogliamo inaugurare un piccola raccolta di cattive pratiche dietetiche (“nutritional malpractice”) in cui guru e “nutrizionisti” vari si cimentano con successo. Vediamo come riconoscerli per evitarli. 

La prima regola è evitare chiunque prescriva una dieta al di sotto del nostro metabolismo basale, cioè un consumo calorico dovuto all’attività del cuore, cervello, reni, fegato e massa muscolare quando la persona è immobile per 24 ore in un lettino (= Bmr, dispendio calorico basale). Ad esempio se abbiamo un metabolismo basale di 1.700 kcal e ci prescrivono una dieta di 1.200 kcal (500 kcal sotto il metabolismo basale) è meglio cambiare “nutrizionista”. Anche se il professionista in questione dovesse essere un medico o un “luminare della scienza” perché va in TV o insegna in qualche università. Ecco la nostra storia realmente accaduta.

Chiara è una ragazza di 13 anni e mezzo che ha sempre goduto di buona salute. Nel gennaio 2019 (73 kg per un’altezza di 172 cm, 95° centile) inizia una dieta dimagrante seguita da un nutrizionista: 

  • A febbraio ha un primo episodio febbrile con tosse e cefalea che si protrae per oltre cinque giorni per cui è costretta ad assumere un antibiotico. 
  • 10 giorni dopo questo primo episodio Chiara viene vista dal pronto soccorso pediatrico per un dolore al fianco destro, febbre a 40°C e un’importante infezione delle vie urinarie per cui deve assumere una nuova terapia antibiotica. Una successiva ecografia renale e vescicale non evidenzia problemi.
  • A maggio Chiara compie 14 anni e il 10 luglio presenta di nuovo disturbi urinari (disuria, stranguria e nausea) con febbre molto elevata, viene ricoverata in un reparto di medicina. I medici sospettano addirittura una meningite. In realtà era una nuova infezione delle vie urinarie che si era diffusa a tutto il corpo (urosepsi). Viene trattata con antibiotici per via endovenosa. Una successiva scintigrafia delle vie urinarie non evidenzia problemi anatomici o di altra natura.
  • Nella lettera di dimissione viene riportato: “la ragazza, seguita da un nutrizionista, sta effettuando un trattamento dimagrante ed ha assunto un integratore a base di echinacea per 20 giorni”.

metabolismo basale

La ragazza prima di iniziare la dieta aveva un metabolismo basale di circa 1.700 kcal. A questo valore vanno aggiunte come minimo 800-1.000 kcal per il fatto che la ragazza si muove (cammina, si lava, mangia, pratica pallavolo ed è in crescita!). Quindi il dispendio calorico totale è di almeno 2.600 kcal.

Ecco la dieta originale seguita da Chiara nei primi tre mesi. Abbiamo stimato circa 1.170 kcal/giorno.

dieta colazione spuntini primi mesi

dieta pranzo cena primi mesi

Questa è la dieta seguita nei secondo trimestre: da aprile a luglio. Abbiamo stimato una media di circa 1.370 kcal/giorno. 

dieta colazione spuntini secondi mesi

dieta pranzo cena secondi mesi

La dieta prescritta nel primo trimestre è di circa 1.170 kcal al giorno, quindi la ragazzina ha un deficit di 1.400 kcal giornaliere, ben 500 kcal al di sotto del suo metabolismo basale a riposo! Nei primi tre mesi Chiara ha avuto una carenza di calcio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, selenio, nonché vitamine B1 e niacina (Larn 2014). A Chiara non è stato prescritto alcun integratore. È molto discutibile il fatto di prescrivere una dieta strutturata così rigidamente a una ragazza adolescente di 13 anni quando si potrebbero usare degli approcci diversi, di tipo educativo comportamentale andando a correggere lo stile alimentare, perché un approccio educativo non predispone a disturbi del comportamento. Le linee guida europee per il trattamento dietetico dell’obesità negli adulti indicano di somministrare al paziente obeso delle diete con un deficit calorico dalle 500 alle 1.000 kcal al giorno, suggerendo in generale un deficit di 600 kcal/giorno: qui siamo oltre le 1.400 kcal di deficit in una ragazza tredicenne in piena crescita.

carenze mineraliSei mesi di dieta drastica in una ragazzina in crescita e che pratica attività sportiva hanno verosimilmente indebolito il sistema immunitario e provocato diverse infezioni. Chiara nell’ultimo anno è seguita da una nutrizionista preparata e non ha più avuto alcun problema di salute. È opportuno non prescrivere diete con un contenuto calorico inferiore al metabolismo basale a riposo perché sono troppo stressanti per l’organismo. Quindi Chiara avrebbe dovuto avere almeno una dieta da 1.700 kcal.

La dieta in questione, come si può notare dalle immagini allegate (vedi foto sopra), non riporta né nome e cognome della ragazza, né il timbro del professionista che l’ha prescritta. Manca un’assunzione di responsabilità da parte del nutrizionista che in questo caso era laureato (non in medicina), ma non aveva alcuna specializzazione o master in nutrizione. Inoltre nel corso di laurea non aveva studiato nello specifico nutrizione umana. La stessa prescrizione può essere data a centinaia di persone, tutti perdono peso molto rapidamente con meno di 1.200 kcal, è semplicissima da seguire. Il successo – per il “nutrizionista” – è assicurato: “i cocci rotti li raccoglierà qualcun altro”, il medico di famiglia, lo psicologo, il Servizio sanitario nazionale, il nutrizionista preparato che verrà dopo e che non riuscirà mai a ottenere lo stesso risultato perché prescriverà una dieta di almeno 1.500 kcal, che è il metabolismo basale di Chiara dopo sei mesi di dieta drastica. I colleghi ospedalieri non hanno controllato la dieta che Chiara stava seguendo e quindi non si sono resi conto che era la causa scatenante delle infezioni.

Che insegnamenti possiamo trarre da questa esperienza? Per i genitori: purtroppo lo Stato Italiano non ha ancora chiarito chi possa fregiarsi del titolo di “nutrizionista” e la popolazione generale è in balia di persone che legalmente esercitano la professione di “nutrizionista” anche se non ne hanno le competenze. Quindi il cittadino ogni volta che crede di rivolgersi a un professionista preparato lo fa a suo rischio e pericolo perché di fatto le istituzioni non lo tutelano. 

Non bisogna fidarsi del passaparola: “È bravo! Mi ha fatto perdere 25 kg! La dietetica è un campo ove gli incompetenti vi fanno perdere più peso dei veri nutrizionisti preparati. Il trucco sta nel fare perdere tanta acqua e massa magra oltre al grasso creando l’illusione di un dimagrimento rapido e di successo! 

Non è facile difendersi nella giungla della dietetica. Che fare? Un consiglio può essere di chiedere lumi al vostro medico di famiglia che saprà indirizzarvi. Qualora non conosca persone competenti, è bene rivolgersi ad un servizio di dietetica ospedaliero e al primo colloquio chiedere loro il nome di qualche libero professionista serio che opera nel territorio. I servizi di dietetica ospedalieri infatti hanno poco personale e quindi poca disponibilità a seguire la popolazione generale. Gli unici nutrizionisti che per legge e curriculum studiano la dietetica dal punto di vista teorico e pratico sono i dietisti. Per valutare gli altri nutrizionisti seguite queste indicazioni. 

Consigli per i medici di famiglia: è utile adottare uno o più nutrizionisti, ovviamente preparati, e inviare loro i propri assistiti in modo da sottrarli al business della diet industry, dei guru di varia estrazione culturale, dei centri di dimagramento… Potrebbe essere utile chiedere a un dietista-nutrizionista di fiducia di venire a lavorare presso il proprio ambulatorio: il risultato sarà di avere pazienti più sani, meno diabetici, ipertesi, cardiopatici ecc e quindi sarà necessario prescrivere molti meno farmaci. 

Consigli per i “nutrizionisti” laureati che non hanno studiato nutrizione: ci sono dei master post laurea che consentono di colmare le lacune. Se dovete lavorare e non siete competenti, lasciate stare almeno i bambini!

PS: Invitiamo i lettori o professionisti della nutrizione a inviarci le loro storie o esperienze che possano aiutare altri cittadini a non cadere nelle stesse trappole.

Antonio Pratesi e Abril Gonzalez Campos (Gli autori dichiarano di non avere alcun conflitto di interessi)

© Riproduzione riservata

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Qui sotto il link all’articolo originale sul Fatto Alimentare con gli interessanti commenti dei lettori:

 

Attenti al “nutrizionista”, storie di ordinaria follia e di cattive pratiche dietetiche pericolose per la salute

About The Author

Medico Nutrizionista Clinico, Food Politics. Diet-debunker.

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