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Alcuni commenti a fine articolo sul Fatto Alimentare:

È pazzesco notare quanta ignoranza, nonostante le prove a sostegno delle buffonate proposte da questo cialtrone….
Mortifica l’anima e l’intelletto pensare a quante persone, nonostante le passate condanne di personaggi simili, si affidino ancora a buffoni del genere
Vi esorto a scorrere i commenti al video che questo ciarlatano ha postato dopo essere stato sorpreso da Le Iene, forse è più utile che non la condivisione del mio pensiero…

https://www.youtube.com/watch?v=2doQzM2TYc4

Allucinante!

E intanto si vocifera che Wanna Marchi terrà un corso di formazione per studenti (http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/da-televenditrice-a-docente-wanna-marchi-terra-un-corso-di-formazione_3112898-201702a.shtml)

C’è da aggiungere altro?????

………

Antonio Pratesi

Già fatto!
Consiglio di rileggere l’articolo e la bibliografia allegata: una dieta ricca di cereali, frutta, verdura e con poca carne è “la più salutare al mondo” (diete mediterranee. vegetariane, di Okinawa, DASH).
Tutto il contrario di quello che sostiene Panzironi!

Antonio Pratesi

Caro Max, l’osservazione è corretta. Con 1500 kcal al giorno e un 60-70% di calorie da carboidrati non riusciamo ad avere una dieta con un adeguato apporto di proteine. E’ necessario salire a 1700 kcal o più. Ma nell’articolo stiamo parlando di normale alimentazione (stile di vita) e non di diete ipocaloriche.

Gli italiani purtroppo non seguono la dieta mediterranea. Introducono troppi grassi (36-37% delle calorie!) e troppo pochi carboidrati (45-46% delle calorie). Quindi per seguire la vera dieta mediterranea dovremmo mangiare più pane-pasta e meno grassi e zuccheri aggiunti! (referenza: LARN 2014)

 

Antonio Pratesi

Sono perfettamente d’accordo. La laurea in medicina non prepara nel campo della nutrizione/dietetica e neppure ad affrontare seriamente il problema obesità … e probabilmente questa impreparazione ha permesso a personaggi come Panzironi, Lemme, Mozzi, Ducan di prosperare senza che i medici siano capaci di indignarsi e reagire.

 

Antonio Pratesi

In realtà le cose non stanno così! In un mese – qualunque sia il modello alimentare seguito – dieta paleo o vegana, onnivora con pasti sostitutivi, ipocalorica equilibrata ecc.… si può perdere peso (dai 3-5 Kg o più). E tutte le persone in genere quando perdono peso hanno una sensazione di benessere e si convincono che la dieta che stanno seguendo (qualunque essa sia) sia quella giusta!

Il problema è diverso: cosa succede nel lungo termine seguendo un determinato stile alimentare? Una arteria si chiude in anni (infarto del miocardio, ictus…), un tumore si sviluppa in diversi anni. Le migliori evidenze che noi abbiamo (“la verità” come dice lei) indicano che le diete di tipo mediterraneo e le diete vegetariane sono le migliori in assoluto! (ho allegato le referenze) Nessuna evidenza che una dieta di tipo paleo possa farci raggiungere i 120 anni! (vi prego di fornire le evidenze se le avete)

State giocando con la buona fede delle persone e state mettendo a rischio la loro salute.

 

Antonio Pratesi

Il libro di Panzironi NON “RIPORTA la bibliografia a cui ha attinto”!

 

antonio pratesi

Per chiarezza dobbiamo specificare che l’AMIDO è diverso dallo ZUCCHERO.

L’errore cruciale di Panzironi è sostenere che un etto di pasta secca (AMIDO = lunghe catene di glucosio) equivale a 80 gr di ZUCCHERO bianco da tavola (= saccarosio = 1 molecola di glucosio + 1 fruttosio) e che sono egualmente dannosi.

IN BREVE: In un individuo sano solo una piccola percentuale (1-3%) del glucosio (ad es.amido da pasta) va a formare nuovi grassi (de novo lipogenesi), mentre il fruttosio (50% dello zucchero) ha un metabolismo molto diverso: la via glicolitica viene rapidamente saturata e in pratica gran parte del fruttosio va a formare acidi grassi e trigliceridi perché l’enzima coinvolto (fruttokinasi) non è soggetto a feedback negativo da parte di ATP e citrato (come avviene normalmente per l’enzima implicato nel metabolismo del glucosio).
Detto in parole povere lo zucchero bianco da tavola (o il fruttosio puro) aumenta dopo il pasto gli acidi grassi nel sangue (trigliceridi), mentre la pasta no! (ho semplificato)

Ma questo P. non lo sa, tanto è vero che propone nei dolci l’uso del fruttosio (pag.596 del suo libro) perché ritiene che sia più salutare. In realtà è principalmente il fruttosio aggiunto agli alimenti, per il suo particolare metabolismo (di cui si può parlare a lungo), la parte dannosa dello zucchero bianco.

Le popolazioni più sane e longeve al mondo hanno una dieta basata per lo più sull’AMIDO (pasta, riso, mais, patate, pane, legumi) mentre le popolazioni “più obese” (ad es. USA, Messico, Australia) hanno tanto ZUCCHERO da tavola o fruttosio (HFCS) AGGIUNTI nella loro dieta … e tanti grassi (che P. consiglia di usare in abbondanza!).
Fonte: http://bit.ly/2E4sJfH

 

antonio pratesi

Caro Simone, l’INSULINA assieme alla leptina è un ormone molto importante per il controllo a lungo termine dell’introito calorico (“controllo della FAME”) e dell’omeostasi (“giusto equilibrio”) energetica. Sia l’insulina che la leptina agiscono sul nostro cervello per inibire l’introduzione del cibo e aumentare il dispendio energetico. L’insulina è stimolata non solo dal GLUCOSIO ma anche dagli AMINOACIDI (proteine). L’insulina può indirettamente stimolare la produzione di leptina da parte delle cellule del tessuto adiposo attraverso un aumento del metabolismo del glucosio.

Al contrario il GRASSO e il FRUTTOSIO non stimolano la secrezione di insulina e quindi non aumentano la produzione di leptina. La grelina invece è un ormone che aumenta l’introito di cibo (“FAME”) ed è inibita dall’introduzione di cibo ma NON dal grasso o fruttosio. Questi segnali a lungo termine interagiscono anche con quelli a breve termine aumentando la sensibilità all’effetto saziante della colecistochinina (segnale a breve termine).

Studi su animali e sull’uomo indicano che diete ricche di ZUCCHERO da tavola e FRUTTOSIO inducono aumento di peso, iperlipidemia, insulino resistenza, ipertensione e una aumentata insorgenza di diabete. Il fruttosio inoltre aumenta il grasso viscerale (“pancia”), l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Il fruttosio si comporta come se fosse grasso.

In SINTESI 1) è importante che vi sia un AUMENTO transitorio e periodico dell’INSULINA per il controllo della fame e per aumentare il dispendio calorico; 2) L’amido e le proteine (ad es la pasta al dente e i legumi…) stimolano l’insulina in maniera ottimale; 3) il fruttosio (zucchero bianco o sciroppo di fruttosio) e i grassi NON hanno questo effetto e non controllano la fame. Quindi è meglio assumere AMIDO (preferibilmente associato a fibra) e non ZUCCHERO da tavola, FRUTTOSIO o GRASSI.
L’insulina in una persona sana non è associata ad un aumento del colesterolo… nel caso di insulinoresistenza (prediabete-diabete) invece lo è. Quindi è importante non crescere di peso e mantenersi fisicamente attivi.

Il valore dell’indice glicemico rimane controverso nel campo della nutrizione: non è un criterio che da solo va considerato per impostare una dieta. Noi non mangiamo singoli alimenti ma una miscela di cibi con diversi tipi di carboidrati, proteine e fibra alimentare e il risultato del pasto è completamente diverso dal punto di vista metabolico.

Quanto al Fruttosio nella frutta gli studi a nostra disposizione indicano che “non fa male”. In natura il fruttosio è nella frutta “impacchettato” dentro le cellule, con la fibra, fitonutrienti e antiossidanti. Tanto è vero che l’effetto iperglicemizzante (=aumento di glucosio nel sangue) dello zucchero da tavola viene attenuato se è accompagnato da un mix di ribes nero e mirtilli rossi (che contengono loro stessi zuccheri) probabilmente perché la fibra della frutta ha un effetto gelificante nello stomaco e intestino, che rallenta l’assorbimento degli zuccheri. E’ stato realizzato uno studio (con pochi soggetti ma molto interessante) in cui le persone hanno introdotto per mesi l’equivalente di circa 280 gr di zuccheri al giorno SOTTO FORMA DI FRUTTA senza alcun effetto dannoso su peso corporeo, pressione arteriosa, livelli di insulina, colesterolo e trigliceridi. La WHO consiglia di incrementare il consumo di frutta come minimo sino a 400 gr al giorno. Non è stato fissato un limite superiore di consumo. Anzi un altro studio, con pochi soggetti ma degno di nota (Jenkins DJ, 2001), suggerisce che più frutta (e verdura) assumiamo migliori sono i benefici per la nostra salute (riduzione sino al 33% del colesterolo cattivo-LDL).
Fonte: http://bit.ly/2E4sJfH

 

antonio pratesi

Ma è ovvio! Il medico (come altre professioni sanitarie) ha l’OBBLIGO di aggiornamento continuo e deve accumulare continuamente crediti formativi.

La professione del medico ha un contenuto intellettuale così elevato che in pratica è costretto a studiare continuamente per tutta la vita.

L’evoluzione della ricerca è così rapida ed estesa (ogni giorno vengono pubblicati migliaia di articoli su riviste mediche) che è impossibile essere aggiornati su tutto in tempo reale. Per questo i medici/biologi … ogniqualvolta hanno un problema particolare (e capita ogni giorno) debbono confrontarsi con altri specialisti e/o devono studiare i singoli problemi usando banche dati mondiali (Medline, Cochrane) o dei programmi di aggiornamento (ad es. UpToDate®) che indicano lo stato dell’arte OGGI (diagnosi e terapia) su ogni ambito della medicina.
Ad esempio posso cercare quale è OGGI il modo corretto per diagnosticare il Morbo di Crohn (o il diabete) e quali sono OGGI le terapie migliori. Fra 2/6 mesi potrebbero esserci delle novità.
Le banche dati e l’informatica sono ausili irrinunciabili in medicina.

 

Antonio Pratesi

In effetti i corsi di aggiornamento sponsorizzati dalle case farmaceutiche condizionano la cultura della classe medica che è portata a sovrastimare il potere terapeutico dei farmaci e sottostimare il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita (pochi sono i corsi in questo ambito). In un mondo ideale non dovrebbero esistere. Dovrebbero essere permessi solo i corsi organizzati da istituzioni come Ordini dei Medici, ASL, Regioni o Enti Governativi (che a loro volta non dovrebbero essere sponsorizzati da nessuna industria o casa farmaceutica).

Anche le industrie alimentari condizionano le società scientifiche (di Nutrizione, Pediatria, Medicina Generale ecc.. e/o i singoli professori) per cui abbiamo esperti in ambito di Obesità e Nutrizione che si fanno portavoce di una “informazione istituzionale” o che fanno parte di importanti commissioni governative, che non sono indipendenti.
Il Fatto Alimentare ha denunciato diverse volte questo conflitto di interessi. http://bit.ly/2rgwXzl

 

antonio pratesi

Grazie Francesco per la giusta osservazione.

1) A volte la laurea in medicina non basta. Ad esempio in Italia ci sono circa un centinaio di medici che sono contro i vaccini (Medici NOvax) anche se questa è una posizione incompatibile con una visione corretta e condivisa dalla comunità scientifica internazionale in quanto i vaccini, con tutti i loro limiti, sono una delle più grandi conquiste della medicina.
2) La laurea in medicina non prepara in maniera adeguata nel campo della nutrizione i futuri medici. 3) Come ci sono diversi medici NOvax ci sono anche medici che sostengono tesi simili a quelle di Panzironi.
4) Il termine Nutrizionista è oramai una “barzelletta”, privo di ogni significato. Ci sono addirittura diversi medici molto famosi, “tronisti” della TV, che si definiscono “Nutrizionisti” ma non lo sono affatto! Nella fattispecie il medico che lei cita è un urologo e non mi pare abbia alcuna specialità o master in nutrizione! Basta mettersi a fare diete, scrivere libri o fare conferenze in cui si parla di nutrizione e automaticamente sei un “Nutrizionista” (ti definisci o ti chiamano o ti fai chiamare Nutrizionista). Ma in realtà è spesso una parola vuota che non è sinonimo di competenza.

Quindi capisco il suo sconcerto. Su youtube ci sono diversi medici che postano video a sostegno della dieta dei gruppi sanguigni o della dieta Paleo con decine/centinaia di migliaia di visualizzazioni e follower.
Forse la sua confusione è dovuta al fatto che per le sue letture non ha seguito le indicazioni (ABC) per scegliere un buon libro di nutrizione: http://bit.ly/2dB6ypm🙂

 

antonio pratesi

Rispondo alla signora Marusca. I “confronti diretti” alla TV nel campo della nutrizione spesso confondono il pubblico. Le bagarre tra esperti che si contraddicono a vicenda si sono sempre risolte in disastri culturali per la popolazione italiana (a Porta a Porta, Domenica Live…). La nutrizione non è un incontro di Boxe o gossip, ma educazione alla salute.

È vero che la medicina è una scienza in continua evoluzione, ma le nuove scoperte debbono essere vagliate con metodo scientifico rigoroso (peer review). Qui siamo di fronte ad un autodidatta che senza studi formali in biologia, statistica, ricerca, medicina, riprende la vecchia dieta low carb iperproteica (già “confutata” dalla comunità scientifica internazionale) e la ripropone come una panacea curativa per tutti i mali attraverso trasmissioni televisive con annesse televendite di integratori… approfittando dell’ingenuità dei semplici per lucrare.

 

Adriano Panzironi, il giornalista che ha “inventato” la dieta per vivere fino a 120 anni, senza prove scientifiche. Il business degli integratori

About The Author

Medico Nutrizionista Clinico, divulgatore scientifico indipendente dall'industria farmacologica e alimentare. Diet-debunker.

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