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Miei commenti  fine articolo sul Fatto Alimentare:

Non ho voluto confrontare la pizza con l’Happy Meal – PER SCELTA – perché ci avrebbe portato fuori strada.
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Ci saremmo concentrati sulle differenze e non avremmo colto altri punti molto più importanti:
il MARKETING rivolto verso i BAMBINI che sono l’OBIETTIVO della pubblicità.
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Provate per un attimo a mettervi nei panni di un bambino di 6 anni che vede quella pubblicità! Lui è “smart” e decide per i genitori che sono due persone che passano per “stupidotti” che non sanno quello che vogliono, lui decide e loro lo seguono.
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Mettere in discussione l’autorità dei genitori e manipolarli è una tecnica ampiamente studiata nel marketing rivolto verso l’infanzia. Leggetevi i riferimenti bibliografici in ipertesto che ho messo sul post.
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I medici che studiano l’obesità e le persone comuni non hanno la minima idea di quanti psicologi, studiosi dell’età evolutiva, ricercatori (PhD) lavorano per ottenere uno spot di questo genere.
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E noi stiamo a perderci sulle differenze bromatologiche tra la pizza e l’Happy Meal? (che ci sono) o alle differenze tra l’hamburger fatto in casa e quello della Mc Donald’s? (che ci sono).
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Quando la Mc Donald’s ha convinto 100.000 – 300.000 bambini ad entrare con i loro genitori o nonni in un loro locale per la prima volta, ha già vinto! E’ il primo passo per il cambiamento e l’introduzione di nuove (cattive) abitudini.

 

Allego per completezza il mio commento sul blog del Dr Giuliano Parpaglioni:

“In effetti nel mio post sul Fatto Alimentare ho evitato di fare confronti diretti tra pizza ed Happy Meal perchè mi ero reso conto che tutto sommato non c’era una grande differenza tra i macronutrienti (Proteine, Lipidi, Glucidi).
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La differenza c’è quando si mangia un pasto da adulti!
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L’Happy Meal è un passaggio per “iniziare” il bambino al fast food.
Come nutrizionisti se vogliamo affrontare seriamente il problema dell’obesità, dobbiamo fare un salto di qualità e valutare uno spot del genere sotto altri punti di vista.
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Grandi esperti di nutrizione come Il Prof. WPT James insegnano che per affrontare il problema dell’obesità bisogna avere (anche) una visione politica.
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Food Politics di Marion Nestle è un libro che tutti i nutrizionisti/obesiologi dovrebbero leggere per capire che tutti gli studi (importanti e rispettabilissimi) sulla genetica, nutrigenomica, metabolomica non hanno alcun impatto sull’obesità nel breve o medio termine. Mentre noi impieghiamo tempo nei congressi a studiare ad es. le Sirtuine o tanti altri neuropeptidi… la Coca Cola, (ad esempio) raggiunge T U T T A la popolazione italiana (60 milioni di persone) e la educa a “portare la felicità a tavola“ cioè a bere la Coca Cola OGNI GIORNO durante i pasti!
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Quindi confrontare la pizza con l’Happy Meal ci può far perdere la visione d’insieme.
Qui stiamo parlando di MARKETING rivolto verso i BAMBINI che sono l’OBIETTIVO della pubblicità…

Quando la Mc Donald’s ha convinto 100 000 – 500 000 bambini e i loro genitori ad entrare … in un loro locale per la prima volta, ha già vinto!

Sarà per il bambino una esperienza unica, ci sono i giochi, c’è la musica, e all’interno della confezione c’è un giocattolino. L’Happy Meal serve per introdurlo a nuovi sapori.
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Tutto sommato la pizza Italiana è un piatto semplice con pochi ingredienti, mentre se scorriamo gli ingredienti delle patatine di Mc Donald’s sembra di leggere la scheda tecnica di un farmaco, non parliamo poi degli hamburger.
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Questo spot della Mc Donald’s quindi, serve per “iniziare” i bambini, per creare nuovi consumatori che una volta adolescenti mangeranno gli hamburger e patatine che io ho confrontato con un pasto salutare!
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L’Happy Meal è solo un passaggio.

 

Nella prima parte dell’articolo ho evidenziato questi punti:
1) che mangiare in un fast food promuove il sovrappeso perché ci sono tante calorie in poco peso/volume (grazie a grassi e zuccheri semplici),
2) che gli alimenti sono “designed” (costruiti) dall’industria alimentare in laboratorio per renderli irresistibili,
3) che l’industria alimentare punta ai bambini per renderli consumatori per tutta la vita: l’espressione che si usa in gergo è “dalla culla alla tomba”.
4) L’Happy meal è una confezione regalo, con il giochino dentro ed è rivolto ai bambini. Lo spot Mc Donald’s di cui parliamo lo vedono i genitori ma anche i bambini, che sono le persone più facilmente manipolabili.
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Unisca tutti i punti e vedrà che i conti tornano.
Se scorre con il mouse sopra al testo, ogni tanto le compare un riferimento bibliografico che consiglio di leggere. Sono riviste mediche serie e libri molto interessanti.
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Il bambino di oggi può diventare l’obeso-diabetico di domani (infartuato, cieco, con arti amputati e in dialisi). Abitudini alimentari scorrette portano a sovrappeso, obesità, diabete ecc… e il modello alimentare dei fast food è ideale per far questo.
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Se vuole un confronto tra Happy Meal e pizza lo trova nelle risposte alla fine di questo post: http://bit.ly/1JZGF7J

 

Fast food: tutti i segreti del marketing alimentare per incantare i bambini. McDonald’s punta sui più piccoli e in questo modo favorisce obesità e problemi di salute

About The Author

Medico Nutrizionista Clinico, divulgatore scientifico indipendente dall'industria farmacologica e alimentare. Diet-debunker.

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